All’ingresso della mia stanza in Locanda, c’è una piccola lastra in plexiglass.
Sopra, una scritta:”people involvement”.
Non conosco, purtroppo, la lingua inglese, ma queste due parole sono state un chiodo fisso del mio lavoro.
People involvement. Coinvolgimento popolare.
Daniele e Maria Assunta di Frigento durante le frequenti visite alla Locanda, mi lasciarono questo segno
Anche loro per un anno, avevano avuto un chiodo fisso, il coinvolgimento popolare.
Anzi, loro più di me, ora immaginano di esportare anche in altri paesi questa strategia di impegno sulle droghe.
Spero nel loro entusiasmo.
Spesso incontro in Locanda presidi, professori,amministratori. Parlo loro dell’esperienza di Frigento e ripeto come un ritornello:
“La lotta alle droghe è una lotta di popolo”
“Bisogna costruire un popolo che lotta le droghe”.
Ed ai presidi dico:”Preside, la smetta con le conferenze. Non servono. Nessuno, da solo, può fare qualcosa contro i fenomeni di massa”
“Preside nella droga la smetta di fare il preside e si trasformi in un simpatico giostraio. Il preside deve costruire una giostra”.
Il preside mi prende per pazzo.
Non lo sono. Io immagino una scuola-perno di una grande ruota con tanti raggi.
La scuola perno che attiva il movimento, la partecipazione, il coinvolgimento.
L’unico lavoro serio contro le droghe è attivare giorno dopo giorno mille e mille sensibilità, tante forze, una forza collettiva.
Attivare il collettivo sui problemi personali e sui problemi collettivi.
Ci sono ferite nel proprio corpo e nel corpo dell’umanità: per guarirle solo la medicina della comunità civile è efficace.
Carlo Petrella


